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DOMANDE FREQUENTI
Mercoledì 22 Luglio 2009 23:44

Che cos'è il parapendio?

Perché volare in parapendio?

Un parapendio è uguale ad un paracadute?

Da dove si decolla e dove si atterra?

E' pericoloso?

Quanto si va in altezza e in distanza e quanto dura?

Lo può fare chiunque?

Come si inizia?

Quanto mi può costare?

Ma si vola anche d'inverno?

 

D. Che cosa e' il Parapendio?


R. Si potrebbe dire che il parapendio é un grosso aquilone in grado di reggere il peso del pilota che lo dirige. Come l'aquilone, il parapendio e' fatto di tessuto , anche se si tratta di tessuto particolare, resistentissimo e assolutamente non poroso all'aria. Non ha strutture rigide portanti.

Quando lo si fa alzare da terra , il parapendio si gonfia d'aria ed assume una forma aerodinamica che gli permette di generare, avanzando, una forza in grado di farlo planare dolcemente. Seduto in un particolare seggiolino che è unito alla vela mediante dei cordini di materiale sintetico ad altissima resistenza, il pilota dirige il suo mezzo con la trazione alternata di due maniglie, chiamate comandi che gli consentono di variare la direzione e la velocità in funzione del tipo di condizione aerologica in cui si trova.

Si potrebbe dire che volare in parapendio è come fare del surf sulle onde del vento ed è quanto di più vicino ci sia al volo dei rapaci.

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D. Perché volare in parapendio?


R. In primis perché è appagante e divertente, e il volare senza motore non è paragonabile, credetemi, a nessuna altra emozione.

Perchè la semplicità del parapendio ne fa il mezzo volante più immediato in assoluto ed anche il più economico all'acquisto e nella gestione.

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D. Un parapendio è uguale ad un paracadute?


R. No,il parapendio è solo simile ai paracadute direzionali moderni, ma vi sono differenze sostanziali.

La prima è nella costruzione poichè mentre il paracadutista che si lancia da un aereo necessita di un mezzo che ne freni la caduta ad alte velocità e che una volta aperto lo porti a terra senza danni e basta, il pilota di parapendio che decolla per mezzo della sua rincorsa da un altura, necessita di un mezzo che gli consenta di salire di quota per poi spostarsi con facilità da un luogo all'altro sfruttando le correnti ascensionali che si trovano in natura.

Ne consegue che la progettazione aerodinamica e la costruzione dei parapendio deve essere molto raffinata. Pensate che oggi si raggiungono efficenze ovvero rapporti tra quota persa e distanza lineare percorsa di 10:1 ( contro i 3:1 dei paracadute) il che significa che avendo a disposizione 1000 metri di dislivello si possono percorrere 10 km !!

Il parapendio in genere è più lungo ed affusolato ed i cordini sono più sottili rispetto al paracadute da lancio.

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D. Da dove si decolla e dove si atterra?


R. Si decolla normalmente da una collina o una montagna ma è possibile farlo anche in pianura al traino di speciali mezzi dotati di verricello.

La credenza più comune è quella che il parapendista per partire si butta giù da qualche precipizio. Credetemi non e' cosi', si decolla con alcuni passi di rincorsa da pendii di pochi gradi di pendenza. L'effetto è quello di salire in seggiovia ma il senso di libertà che dona è tutta un altra cosa !

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D. E' pericoloso?


R. Volare in parapendio è pericoloso esattamente allo stesso modo di qualunque altra forma di attività sportiva, detto questo, va sottolineato che il volo in parapendio può essere praticato ad elevati gradi di sicurezza
che va ricercata innanzitutto nella preparazione del pilota e nella sua lungimiranza.

I parapendio vengono omologati oggi da Laboratori Certificati che ne assicurano la resistenza strutturale.

Per i modelli omologati gli incidenti causati da cedimenti strutturali, quando utilizzati entro i limiti operativi stabiliti, appartengono per fortuna al passato.

Al fine scongiurare gli ormai rarissimi casi di fallimento totale di recupero autonomo del volo da parte del parapendio stesso ( sicurezza passiva del mezzo ), i piloti volano con in dotazione un paracadute di emergenza.

Anche in materia di Istruzione si è arrivati ad una standardizzazzione dei protocolli didattici sia a livello nazionale che internazionale.

Oggigiorno la maggioranza dei neofiti impara con la guida di Istruttori certificati, seguendo un programma completo e graduale di istruzione teorico-pratica. La pratica del fai-da-te è quasi del tutto scomparsa e sono ormai pochissimi i "piloti" non addestrati che tentano di volare con mezzi insicuri da siti pericolosi.

Da qui si evince che l'anello debole della catena della sicurezza rimane sempre e comunque il pilota che pur se addestrato al meglio potrebbe essere tentato di superare i suoi limiti ficcandosi a volte nelle situazioni più estreme per farsi vedere o considerare dagli altri.

Comunque sia, la grandissima maggioranza dei piloti vola per tutta la "carriera " senza avere alcun incidente.

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D. Quanto si va in altezza e in distanza e quanto dura?


R. L'altezza e la distanza e la durata dipendono sostanzialmente dalle condizioni aerologiche che il pilota incontra e dalla sua sensibilità ed abilità di pilotaggio e dalla strategia nel pianificare il volo.

Di solito con il parapendio si vola in una fascia compresa tra le poche centinaia di metri sul livello del mare dei decolli costieri fino anche ai 5000 metri. Per quanto riguarda la distanza, anche se i record mondiali si misurano ormai in centinaia di chilometri, la maggior parte dei piloti non si sposta molto lontano dai punti di decollo ed un volo di 40/50 km , che dura in media 2/3 ore , è alla portata dei più.

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D. Lo può fare chiunque?


R. Si, a patto di seguire un corso condotto da un Istruttore competente e certificato dall' Aero Club d'Italia .

Non serve nessuna preparazione fisica particolare basta una visita medica sportiva, il nulla osta della Questura di residenza e la voglia di rimettersi a studiare.

Recentemente in Italia si sono svolti con successo corsi di volo anche per persone diversamente dotate.

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D. Come si inizia?


R. Io consiglio prima di provare con il biposto per vedere se piace e successivamente passare al
corso che non e' particolarmente lungo. La prima fase istruzionale consiste nel prendere confidenza con l' attrezzatura e lo si fa' solitamente sul piano. Una volta che l'allievo ha imparato a gonfiare e controllare la vela, iniziano i primi stacchi da terra: 1, 2, 5 metri per una distanza di volo di 20 metri.... l'approccio e' quindi graduale e controllato. Poi, i primi voli intermedi, i primi voli veri...

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D. Quanto mi può costare ?


R. A parte il corso, la spesa più onerosa è quella dell'attrezzatura che è paragonabile a quella per l'acquisto di uno scooter , dai 1500 ai 3000 €, e varia naturalmente se si compra nuova o ci si rivolge al mercato dell'usato

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D. Ma si vola anche d'inverno?


R. DECISAMENTE SI !
In fondo basta coprirsi adeguatamente e si possono affrontare anche le temperature invernali piò rigide.
Per i principianti inoltre, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, autunno e inverno offrono le condizioni migliori per imparare. Niente stress da caldo opprimente sul campetto e giornate calme per fare tantissimi voli planati in tranquillità assoluta! E poi ... come resistere alla tentazione di portarsi l'attrezzatura in settimana bianca e sorvolare splendide località alpine innevate?

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Ultimo aggiornamento Giovedì 20 Maggio 2010 16:39